giovedì 2 luglio 2009

complimenti!


complimenti!!!!!!!


complimenti davvero a un paese che dice di essere una democrazia e bla bla bla, è vero che da parte di una certa classe politica non c'è da sconvolgersi di niente... peccato che... peccato che coloro che ne pagheranno le conseguenze saranno sempre i più poveri, gli indifesi; coloro che non hanno nessuna possibilità di reagire. Non esiste un'emergenza immigrazione, esiste un'emergenza razzismo... e ora che le ronde sono legalizzate, che la clandestinità sarà un reato come si può continuare a chiamare democrazia un paese come questo...
Non ho parole!

per fortuna c'è ancora qualcuno che non la pensa così...

riporto a questo punto l'articolo di Micromega

Ddl sicurezza

Camilleri, Tabucchi, Maraini, Fo, Rame, Ovadia, Scaparro, Amelio: Appello contro il ritorno delle leggi razziali in Europa

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Alla cultura democratica europea e ai giornali che la esprimono

Le cose accadute in Italia hanno sempre avuto, nel bene e nel male, una straordinaria influenza sulla intera società europea, dal Rinascimento italiano al fascismo.
Non sempre sono state però conosciute in tempo.
In questo momento c’è una grande attenzione sui giornali europei per alcuni aspetti della crisi che sta investendo il nostro paese, riteniamo, però, un dovere di quanti viviamo in Italia richiamare l’attenzione dell’opinione pubblica europea su altri aspetti rimasti oscuri. Si tratta di alcuni passaggi della politica e della legislazione italiana che, se non si riuscirà ad impedire, rischiano di sfigurare il volto dell’Europa e di far arretrare la causa dei diritti umani nel mondo intero.
Il governo Berlusconi, agitando il pretesto della sicurezza, ha imposto al Parlamento, di cui ha il pieno controllo, l’adozione di norme discriminatorie nei confronti degli immigrati, quali in Europa non si vedevano dai tempi delle leggi razziali.
È stato sostituito il soggetto passivo della discriminazione, non più gli ebrei bensì la popolazione degli immigrati irregolari, che conta centinaia di migliaia di persone; ma non sono stati cambiati gli istituti previsti dalle leggi razziali, come il divieto dei matrimoni misti.
Con tale divieto si impedisce, in ragione della nazionalità, l’esercizio di un diritto fondamentale quale è quello di contrarre matrimonio senza vincoli di etnia o di religione; diritto fondamentale che in tal modo viene sottratto non solo agli stranieri ma agli stessi italiani.
Con una norma ancora più lesiva della dignità e della stessa qualità umana, è stato inoltre introdotto il divieto per le donne straniere, in condizioni di irregolarità amministrativa, di riconoscere i figli da loro stesse generati. Pertanto in forza di una tale decisione politica di una maggioranza transeunte, i figli generati dalle madri straniere irregolari diverranno per tutta la vita figli di nessuno, saranno sottratti alle madri e messi nelle mani dello Stato. Neanche il fascismo si era spinto fino a questo punto. Infatti le leggi razziali introdotte da quel regime nel 1938 non privavano le madri ebree dei loro figli, né le costringevano all’aborto per evitare la confisca dei loro bambini da parte dello Stato.
Non ci rivolgeremmo all’opinione pubblica europea se la gravità di queste misure non fosse tale da superare ogni confine nazionale e non richiedesse una reazione responsabile di tutte le persone che credono a una comune umanità. L’Europa non può ammettere che uno dei suoi Paesi fondatori regredisca a livelli primitivi di convivenza, contraddicendo le leggi internazionali e i principi garantisti e di civiltà giuridica su cui si basa la stessa costruzione politica europea.
È interesse e onore di tutti noi europei che ciò non accada.
La cultura democratica europea deve prendere coscienza della patologia che viene dall’Italia e mobilitarsi per impedire che possa dilagare in Europa.
A ciascuno la scelta delle forme opportune per manifestare e far valere la propria opposizione.

Andrea Camilleri, Antonio Tabucchi, Dacia Maraini, Dario Fo, Franca Rame, Moni Ovadia, Maurizio Scaparro, Gianni Amelio

L'appello è stato pubblicato il 1 luglio sul quotidiano spagnolo "El Paìs".



8 pensieri ribelli:

articolo21 ha detto...

Voglio vedere se il Presidente della Repubblica, che teoricamente appartiene ad un'altra cultura, farà sentire la sua voce....

bradipa ribelle ha detto...

il punto non è l'appartenenza politica, ma il rispetto dei diritti delle persone in quanto tali e queste leggi ovviamente non le rispettano. In italia ci sono state le leggi razziali condannate, dopo la guerra da tutte le parti politiche, e ora c'è il decreto sicurezza che trasforma la clandestinità in un reato, cosa che non dovrebbe essere accettata da nessuna parte politica in quanto lesiva dei diritti umani. Ma tanto che cosa sono i diritti umani ce lo siamo scordati da un bel po'...

Punzy ha detto...

Vorrei dirmni indignata, ma ho finito la mia scorta di indignazione sei mesi fa

firmwero' l'appello, cmq ma non nutro speranza alcuna che qualcuno ci aiuti

Tuya ha detto...

ed è la ventiduesima volta che ricorrono alla fiducia quindi senza discutere e votare gli articoli....

Rapunzel ha detto...

ADesso siamo tutti molto più sicuri...sicuri che sia proprio il momento di dire basta!

bradipa ribelle ha detto...

si Rapunzel, è ora di dire basta sul serio!

SCHIAVI O LIBERI? ha detto...

Il problema è che la classe politica rispecchia la società. Ma anche questa volta non la faranno franca. E' tempo di organizzarsi sul serio e lottare.
Un abbraccio a te carissima.

Pino ha detto...

Non hai parole? Non ci sono parole...
Che schifo!!!